Psicologo-Psicoterapeuta
Studio di psicoterapia ad orientamento psicoanalitico lacaniano a Bologna
Consulenza, colloqui di sostegno e trattamento delle forme del disagio contemporaneo
- presenziale o a distanza - per giovani e adulti.

Terapia
Percorsi di Psicologia e Psicoterapia*:
Supporto psicologico
Consulenza psicologica
Psicoterapia individuale
Psicoterapia adolescenti
Consulenza e terapia per l’età evolutiva
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* possibilità di colloqui a distanza (whatsapp video, skype, google meet, telefono)
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Problemi trattati:
Ansia, attacchi di panico, angoscia
Depressione, lieve, moderata e grave
Rischio ritiro sociale
Anoressia, bulimia, binge eating
Fobie e inibizioni
Disturbi psicosomatici
Problemi della sfera sessuale
Problemi di coppia
Problemi nell'identificazione di genere
Dipendenza (affettiva, da abuso di sostanze, gioco d'azzardo, videogames)
Disturbi di personalità
Psicosi
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Una psicoterapia orientata dalla psicoanalisi lacaniana vede nella parola il suo strumento privilegiato, il suo focus. Tuttavia, se talvolta e incontestabilmente può "far bene parlare", la cura non può ridursi ad un parlare catartico, confidenziale o di tipo confessionale. Cosa si dice allora in una seduta? Certamente può succedere che in un dato momento di urgenza soggettiva, vengano affidati al terapeuta i nostri pensieri più intimi, più inconfessabili, le proprie vergogne, le proprie miserie, le frasi e gli eventi significativi che sembrano aver oscuramente organizzato una vita. Ma ciò che differenzia un'esperienza di parola simile da una analiticamente orientata è che in quest'ultima, «ciò che si dice è differente»[2], ovvero viene detto ciò che non si sa, ciò che c’è «tra le righe» e che affiora nelle formazioni dell’inconscio, nel sogno, nel lapsus, negli atti mancati, fenomeni che grazie all’esperienza freudiana sappiamo essere in grado di «mettere in gioco il desiderio»[3].
All'epoca di Freud si faticava a trovare uno spazio legittimo per i propri desideri, oppure li si viveva come non conformi agli ideali esistenti. I desideri dovevano quindi rimanere clandestini, sottaciuti al soggetto stesso (da qui l’idea freudiana della rimozione). L’interpretazione, che svela quel che è nascosto di sé al soggetto stesso, deriva da questa condizione, ed è atta a portare in luce la verità del desiderio inconscio.
Nella prospettiva contemporanea la clinica del desiderio non è sparita del tutto. Sebbene sia meno in rapporto con la verità e con il sapere, la clinica si confronta di più con un desiderio alla deriva, rendendo indispensabile orientare una cura maggiormente verso la ricerca di un saperci fare con i limiti e con il soddisfacimento.
Un esempio di clinica contemporanea sono i passaggi all’atto. L'atto costituisce ciò che varca il limite del senso stabilito e condiviso, è ciò che viola le regole del gioco, che confligge con la proibizione, per cui una cura orientata sullo "svelamento" del senso è una cura limitata. In una terapia analitica il limite si scopre invece una risorsa per aprire nuovi tracciati anziché uno solo e sempre identico, il quale appunto "limitava" il soggetto a trovarsi a girare nello stesso circuito del malessere.
Il trattamento in ultima istanza è sempre realizzato su misura; è senza standard ma non senza principi (quelli fondamentali della psicoanalisi e che orientano il terapeuta/analista). Affinché ci sia un'esperienza analiticamente orientata, occorre permettere in certi casi al soggetto di cogliere la propria implicazione nel disordine di cui lamenta, che si faccia responsabile del suo desiderio, foss'anche quello più innominabile; in taluni altri la terapia può consistere in un farsi strumento di accompagnamento, supporto e ri-motivazione a disposizione del paziente.
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[1] Lacan, J., Il Seminario, libro I, Gli scritti tecnici di Freud (1953-1954), Torino, Einaudi, 2014, p. 13.
[2] Miller J.-A., « Quand on est en analyse qu’est-ce qu’on dit de tellement différent? », Histoires de psychanalyse, France Culture, 30 mai 2005.
[3] Lacan, J., Il Seminario, libro VI, Il desiderio e la sua interpretazione (1958-1959), Torino, Einaudi, 2016, p. 5.